Sovvertire le regole

L’anima un po’ sovversiva l’ho sempre avuta. Basta chiederlo ai miei genitore. Poveracci, gli ho fatto passare dei brutti periodi.

Ho detto “un po’ sovversiva” non a caso. Non sono mai stato un vero sovversivo o uno che ha veramente trasgredito alle regole o che se ne è fottuto, sono sempre rimasto dentro a certi limiti di tollerabilità sociali.

Tutto questo che c’entra? Niente, o poco. Fatto sta che ieri con i miei due compagni di sempre, con cui non abbiamo più un gruppo, ma ci si trova sempre per suonare, abbiamo fatto una cover. Non importa quale. Una. Non ne avevamo mai fatta una. Una canzone semplice, pop, bella, canonica, niente di speciale. Suonandola ho capito una cosa, le regole non possono essere trasgredite se non le si conoscono! È inutile.

Noi, come gruppo, abbiamo sempre cercato delle particolarità, qualcosa che non fosse scontato, qualcosa di originale, che fosse nell’arrangiamento o nel suono o nella composizione, non importava, o meglio, ogni volta cercavamo di introdurne una nuova. Il risultato erano delle merde di canzoni o quasi! Perché non puoi prescindere dal bello, a meno che tu non lo conosca alla perfezione. Non puoi non fare le cose in un certo modo perché sono scontate, senza sapere qual’è il modo scontato, senza sapere come suona.

Ieri mi sono illuminato per un semplice attacco di tre strumenti contemporaneamente e una distorsione accesa all’unisono. La norma mi ha stupito. È stato bello.


Nulla di male…ma…

La prima volta è stato ormai qualche mese fa. Era in XL, c’era un servizio su non ricordo bene cosa, e ad una cena da mio fratello a cui sono arrivato con un discreto ritardo, tutti hanno cominciato a chiamarmi Vasco ridendo sotto i baffi. Ovviamente io che non darei soddisfazione neanche a mia madre ho fatto finta di niente. Poi ho capito il perchè.

In fondo è ancora piccolo, mi sono detto. Per lui siamo tutti più o meno uguali e uno vale l’altro, basterà solo qualche piccolo particolare per confondersi, per confondere le persone, mischiarle. Poi, come da premessa, i mesi sono passati, è cresciuto, ormai parla più o meno bene, ma ancora adesso quando vede queste foto esclama convinto “Zio!” oppure “Ale!!!”, così, giusto perchè non ci si possa confondere, nonostante io sia effettivamente l’unico zio che ha…

Se tuo nipote dice che tu sei lui, forse dovresti prendere in considerazione l’ipotesi che qualcosa di vero ci sia!

Che male c’è? Nulla…di sicuro non è che se mi piace o no il suo genere di musica possa influire, anche perchè vorrei io…Ma il fatto di non riconoscermi mi fa pensare che forse ho una visione sbagliata di me. O meglio, non è sbagliata, ma non del tutto aderente alla realtà. Un po’ come quando uno risente la sua voce registrata per la prima volta…


La fine di un incubo, o quasi

Cerco di non dilungarmi tra discorsi nostalgici o preamboli che servono a giustificarmi da me stesso.

Come da titolo sembra che sia davvero finito un percorso che è stato molto più lungo e tortuoso del previsto. Ho consegnato in comune il mio primo permesso di costruire. In questo momento mi sento addosso un misto di soddisfazione e liberazione. In giro per il mondo è pieno di architetti, geometri, ingegneri che consegnano pratiche del genere ed anche molto più complesse, ma portarla avanti solo nei ritagli di tempo, la sera, nei fine settimana è stata particolarmente dura. Adesso è finita. Sono cominciati i lavori, stanno sventrando una casa, io ogni tanto vado lì a vedere cosa fanno. A parte le levatacce che devo fare per il resto è anche divertente vedere com’è fatta veramente una casa.

Mi sono accorto che tutto era finito lo scorso fine settimana, ho passato un week end quasi normale. E dico quasi perchè si, alla fine ho lavoricchiato lo stesso, ma non molto, anzi. Sabato sono addirittura andato in centro a prendere uno spritz! Anzi, due…Non so quanti anni fossero che non ci andavo…è vero, mi hanno quasi costretto con la forza ad andare, ed è vero anche che non è proprio una cosa che mi piace tantissimo fare, ma è stato bello poterlo fare e non dovere mettere un no in faccia a chi me l’ha chiesto, solo perchè dovevo disegnare…

E’ come aver avuto un braccio rotto, ingessato per un mese, appena ti tolgono il gesso non riesci neanche a muoverlo, devi riattivare la muscolatura ed è bello sapere che da quel momento potrai fare con due mani quello che per un mese hai dovuto fare con una mano sola, anche se per il momento la seconda mano è ancora con funzionalità ridotta. Ecco, sto riprendendo confidenza con il tempo che mi è mancato in questi mesi.

Sabato lo spritz, ieri ho cominciato a studiare teoria musicale, oggi scrivo qui. Mi concentro su questo per sorridere, cercando di sistemare un po’ alla volta anche tutto il resto.


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Questa è stata la colonna sonora perfetta del viaggio di cui parlavo…immaginate, strade normalmente trafficatissime che sono completamente vuote, il sole e il caldo il primo di Gennaio, la campagna veneta, la consapevolezza che qualcuno ha appena preso un aereo per andare a mille chilometri di distanza e Ryan Adams.

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Gen 05

Alienato dalla certezza dell’esistenza degli alieni

Ormai i giorni vacanzieri, quelli invernali, stanno finendo. Manca poco, e si ricomincia. Per qualche giorno sono stato senza internet, non per necessità, ma per scelta, anzi, forse non era neanche una scelta, ma semplicemente mancava la voglia. Oggi ricomincio a ricucire gli strappi.

Siamo nel 2012, e a parte le cazzate sulla fine del mondo, non è cominciato benissimo, ma sembra che cominci a risollevarsi di già. Lo spero. E’ un anno bisestile, ed io di solito li temo, tantissimo. Le cose peggiori, o quasi, che mi sono capitate sono arrivate negli anni composti da 366 giorni. Quando mi hanno ricordato che quest’anno sarebbe stato uno di loro per qualche minuto mi sono detto: “bene! chissà cosa mi succederà quest’anno…”, invece dopo aver fatto la conta degli sfortunati eventi accaduti negli anni bisestili mi sono ricordato che il 2008 non era andato affatto male, anzi, è stato l’anno più ricco di cambiamenti, in positivo, che abbia mai vissuto. Quindi confido nella continuazione di quell’anno.

E se ci penso adesso…si, il mio anno è cominciato con un viaggio alienante tra Padova e Treviso, quasi perfetto nel suo essere alienante, appunto. Non ho mai visto le strade così vuote, non sono mai stato così triste e sereno. Poi questo stato si è dissolto nel giro di qualche ora, la serenità è andata in vacanza per qualche giorno, ma adesso sembra che sia tornata, confido che resti, che restiate con me almeno fino alla fine del calendario Maya.